Lavoro a maglia: WIP, la mia esperienza

Vi racconto la mia esperienza personale sull’avere uno o più lavori a maglia sui ferri. Sembra un argomento secondario, tuttavia possiede dei risvolti emotivi importanti. Perché? Perché ormai anche nelle università riconoscono che il lavoro a maglia sia un’attività che apporta benessere psicologico a chi la svolge. Tuttavia non hanno pensato a una questione fondamentale: quanti progetti per volta? Una curiosità: in inglese si chiamano WIP, ovvero Work In Progress.

 

Due abitudini opposte sui WIP

C’è chi ha l’abitudine di iniziare un progetto e di continuarlo fino al suo compimento, vantandosi di tale capacità di frugale determinazione. C’è chi, al contrario, ne inizia fino a cinque o sei, lamentandosi di non riuscire a portarne a termine uno. Avere più WIP gratifica il desiderio di acquistare nuovi filati e di iniziare qualcosa di nuovo o di diverso, ma al contempo è frustrante perché non si arriva mai ad avere il gusto di dire “l’ho finito!” e di indossare. Allora è meglio avere un solo progetto sui ferri per volta? Secondo la mia esperienza, ve lo anticipo, no! In questi tanti anni di lavoro a maglia credo di aver passato tutte le fasi, sperimentando i pro e i contro, vivendo sulla mia pelle le gioie e i dolori di ciascuna abitudine.

 

Cardigan Glamour bordo a maglia wip 1
WIP 1: cardigan Glamour di Martin Storey. Bordo che utilizza una variante del “punto coste con treccia traforata ai ferri“, di cui trovate la spiegazione nella sezione Punti a maglia.

Abitudine ad avere un lavoro a maglia per volta

Quando ripresi a lavorare a maglia per non lasciarla più, fui spinta dal desiderio di creare qualcosa con quel pacco di filati di cotone grigio che mi aveva seguito per alcuni traslochi. Divenne un bel maglione estivo che tuttora indosso, nonostante alcune imperfezioni (avevo ripreso dopo tanti anni!). Da lì sono andata avanti una maglia alla volta, oppure un cappello per volta. Così è stato per i primi due anni, forse.

 

Abitudine di avere più WIP

Poi – senza accorgermene – ho iniziato a perdermi nell’acquisto eccessivo di filati e nell’inizio di nuovi progetti. Iniziavo, iniziavo, e non finivo mai nulla. È stato un periodo caotico, di lavoro febbrile, ma anche molto entusiasmante, di scoperte, e utile per acquisire nuove tecniche in poco tempo. Tuttavia devo dire che era frustrante! Così mi sono decisa a sfruttare il periodo di isolamento sociale della pandemia Covid-19 per finire tutti i lavori iniziati, ma ci è voluto più tempo, oltre un anno. Nell’armadio i filati sono passati dal ripiano delle scorte a quello dei maglioni e dei cappelli pronti da indossare. Finalmente avevo ritrovato ordine ed equilibrio, finalmente potevo indossare i capi che avevo desiderato e lavorato.

 

Maglione Arabian sagomatura vita wip 2
WIP 2 : Arabian di Lisa Richardson. Un semplice maglione a raglan con trecce, sagomato in vita, che ho un po’ allungato.

No, non è meglio procedere un lavoro alla volta

Una volta evasi gli arretrati e messo un progetto alla volta sui miei ferri, è arrivato un momento nel quale la mia vita è diventata piena di altri impegni, purtroppo o per fortuna. Avevo poco tempo e poca concentrazione per la maglia. Terminato uno scialle, mi sono ritrovata a non riuscire ad iniziare un nuovo lavoro. Insomma, sono rimasta un mese senza toccare i ferri e questo, per me che ho l’abitudine di farlo tutti i giorni, è stato, ugualmente e ancora una volta, frustrante.

 

Cosa faccio ora

Ecco, in conclusione, la mia esperienza mi porta a dire che, sebbene lavorare un progetto alla volta sembri la cosa più virtuosa, in realtà io mi trovo meglio ad averne due. Avere più WIP significa non rimanere mai senza qualcosa da sferruzzare ed è utilissimo per imparare nuove tecniche in poco tempo.

Consiglio di scegliere un lavoro secondario, lungo e semplice, a cui dedicare poco tempo a settimana (giusto per non far venire le inestetiche righe); contemporaneamente, lavorare più assiduamente il “progetto” principale, quello che si vuole finire prima. Quando il progetto principale sarà finito, ci sarà il progetto secondario a cui dedicarsi e si avrà tutto il tempo di progettare un nuovo lavoro (scegliere i filati, se seguire un modello oppure no, sceglierlo, decidere le misure, ecc.). Basta conoscersi ed essere organizzati per ritrovare i benefici del lavoro a maglia e il proprio benessere psicologico. Questa è la mia esperienza, spero che vi sia utile.

 

E voi come siete? Lavorate un progetto alla volta oppure avete più cose insieme da lavorare? Cosa preferite?

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